Corpo, sorgente di ogni esperienza


E’ ginnastica?

Nei giorni scorsi un bambino mi ha chiesto cosa fosse il Metodo Feldenkrais: “Silvia, è ginnastica?”. La domanda mi ha fatto riflettere sulla differenza che può fare, nella vita di ciascuno di noi, riconoscere il proprio corpo come sorgente di ogni esperienza fin da piccino. Per maturare questa consapevolezza è fondamentale fare esperienza dell’apprendimento organico ovvero avere accesso a pratiche educative ad approccio corporeo che ci sostengano nel processo sempre aperto di scoperta e riscoperta delle nostre potenzialità creative lungo l’arco di tutta la nostra vita. Una tra queste è il Metodo Feldenkrais che sembra una ginnastica lenta, ma è molto di più. E’ una pratica di libertà di movimento del corpo e della mente attraverso la creatività!

Cosa hanno a che fare creatività e libertà con Metodo Feldenkrais?

Un aiuto autorevole per rispondere alla domanda di conoscere meglio il Metodo Feldenkrais per non banalizzarlo nell’idea che sia una ginnastica lenta per far passare il mal di schiena, l’ho trovata nell’editoriale di Thomas Kampe del numero 6 del Feldenkrais Research Journal dedicato a esplorare il Metodo come pratica di libertà e creatività. Traduco, riassumo e riadatto secondo il mio sentire l’incipit dell’articolo.


Riesci a vedere che le mie lezioni sono […] improvvisate, eppure sono improvvisate con un metodo. […] È improvvisazione continua, ma con un metodo, quindi è jazz. […] Si tratta di suonare musica su determinate note, di fare variazioni su un tema, e quindi è un vero apprendimento. È qualcosa che si vive.” (Feldenkrais 1975, p.155)

“La nostra vita quotidiana ci appare così semplice e diretta che spesso non riusciamo a coglierne la ricchezza e ad apprezzarne la bellezza. Ciononostante, è una raffinata coreografia di coordinamento comportamentale.” (Maturana e Varela 1992, p. 233)

[…]

Moshe Feldenkrais ha ripetutamente utilizzato metafore artistiche per descrivere le sue pratiche in modo non dualistico, come “composizioni”, “improvvisazione” o l’atto di “danzare insieme” (Goldfarb 1990), attivando un apprendimento riflessivo e trasformativo attraverso modalità, strategie e dispositivi incarnati che possono essere definiti “coreografici” (Kampe 2013, 2015, 2016). In modo simile, Humberto Maturana e Francesco Varela hanno descritto l’interazione organica umana con il mondo come “una danza strutturale nella coreografia della coesistenza” (1992, p. 248).

Il Metodo Feldenkrais può essere inteso una pratica di liberà perché apre nuove possibilità di movimento e stimola la creatività intesa come espressione di sé. L’idea si ispira agli scritti del filosofo Michel Foucault sulle “pratiche di libertà” (1997). Foucault propone la possibilità di una “pratica consapevole della libertà” (1997, p. 284), intesa come “cura di sé” volta a liberare e produrre la propria soggettività, inventando pratiche alternative che includano “relazioni complesse con gli altri” e “un modo di prendersi cura degli altri” (1997, p.287).

Stay tuned, Stay Feldenkrais!

Quando insegno Feldenkrais ho in mente e nel cuore che tutto quello che siamo lo siamo a partire dal nostro corpo e che è attraverso il coordinamento complesso del suo movimento, in accordo con i movimenti della vita del Pianeta che facciamo esperienza di noi stessi, degli altri e del mondo. Una esperienza che seppur attraversata da dolore e sofferenza, resta per me qualcosa d’incredibile. Come c’insegna la psicanalisi (Bowlby 1969-1980), non è la sicurezza che fonda la vita psichica, ma la possibilità di movimento verso l’ignoto perché ciò che davvero tiene in vita un essere umano è l’esplorazione. Dunque una lezione di Feldenkrais è un’occasione per promuovere la vitalità ovvero la disponibilità ad allontanarci dalle nostre abitudini di movimento e a separarci dall’idea che abbiamo dei nostri limiti per andare con facilità verso la scoperta di nuove e poco prima ignote possibilità di movimento.

Cosa propongo?
Continua il percorso di lezioni collettive di Metodo Feldenkrais® a Milano e online. Le lezioni proseguono fino al 16 giugno 2023.
Gli incontri sono il martedì dalle 18.00 alle 19.00. La sede in presenza è a Figino (Milano, M7), mentre online da dove vuoi tu. In più le lezioni sono audio-registrate ed è possibile seguire il percorso in differita.

Qual è la proposta?
Ecco tutte le informazioni pratiche sul percorso collettivo.
Le date: ciclo di 10 lezioni: martedì dal 31 marzo al 16 giugno.
L’orario: ore 18.00-19.00 + registrazione audio per seguire la lezione in differita.
La sede: Milano, Via Fratelli Zanzottera 12 (quartiere di Figino) e online.
Costo: 10 incontri: 150 (+2 bollo) euro in presenza, 120 euro (+ 2) online. 5 incontri: 75 (+2) euro in presenza, 60 online.

Preferisci una lezione individuale?

Le lezioni individuali di Integrazione Funzionale si realizzando attraverso il tocco. Un tocco gentile che consente al tuo corpo di acquisire nuove informazione sulla tua immagine corporea. Più l’immagine di te è completa più muoversi diventa facile e piacevole. Più ti muovi con piacere, più le giornate diventano sostenibili e la qualità della tua vita piano piano evolve…

Vuoi sapere chi è l’insegnante?
Avremo modo di conoscerci con calma, intanto t’invito a curiosare chi sono e cosa faccio nel mio sito e ti lascio anche, per tua praticità, una mia piccola “bio” scritta in terza persona.

Silvia Luraschi (PhD) pedagogista, counselor, analista biografica a orientamento filosofico SABOF e insegnante del Metodo Feldenkrais. Da circa venti anni si occupa di pratiche formative ad approccio ecosistemico. Coordina servizi educativi e collabora con le Università degli Studi di Milano-Bicocca e Bergamo. È autrice di Le vie delle riflessività. Per una pedagogia del corpomente (2021, Armando).

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Scrivimi: info@silvialuraschi.it